Miro

by: admin giovedì, giugno 21st, 2012

Miro. Così la chiamavano gli amici più cari, quelli che le volevano bene. Forse era solo la contrazione del suo nome, Annemarie. O magari un’allusione al pittore Joan Mirò. O nulla di tutto questo. Non lo spiega Melania Mazzucco, autrice di Lei così amata, biografia romanzata di Annemarie Schwarzenbach. E in fondo non ha importanza. Ma il soprannome le calza come un guanto, la descrive con sole quattro lettere. E contiene la radice di mirabile.

Personaggio e vita straordinari, nel senso letterale del termine, vale a dire fuori da qualsiasi canone ordinario. Fuori dall’ordine, dalla regola, dalla norma. Una vita imperdonabile, come la definirono all’epoca.

Scrittrice, giornalista, fotografa, archeologa, Annemarie Schwarzenbach ha attraversato la sua stessa vita con leggerezza, concentrata solo sulla sua scrittura. Incurante di tutto e di tutto. Ma nello stesso tempo profondamente ferita da tutto e da tutti. Omosessuale e morfinomane. Ribelle ma legatissima alla sua terra e alla sua famiglia. Esule, viaggiatrice in terre lontanissime per vedere, conoscere, per cercarsi e per fuggire da sé stessa nello stesso tempo. Ha vagabondato dappertutto alla ricerca di sé stessa senza mai trovarsi. O senza volersi trovare. Ma alla fine ritornava sempre a casa, in Svizzera, dove muore giovanissima per un incidente talmente banale da diventare, anch’esso, straordinario.

Nasce a Zurigo da una famiglia svizzera altolocata: il padre è un industriale proprietario di una grossa fabbrica di seta. Gli Schwarzenbach sono molto ricchi. Annemarie vivrà nell’agiatezza sempre, non conoscerà mai la preoccupazione di guadagnarsi il pane quotidiano, anzi, potrà permettersi per molti anni il lusso di passare consistenti vitalizi ai suoi due amici Erika e Klaus Mann, figli del romanziere premio Nobel. Privilegiata, senza dubbio, ma forse senza nessuna vera consapevolezza dei propri privilegi. Ambigua per unanime riconoscimento ma non nel senso dispregiativo del termine: quella è la sua natura. Androgina per unanime riconoscimento. In molte fotografie, in effetti, sembra un ragazzo.

Ma è Gemelli. Mai simbolo fu vissuto con maggior pienezza, con maggior profondità o completezza, fino alle circostanze della sua morte, prematura e tragica, sopravvenuta – in piena guerra – per una caduta dalla bicicletta!

Gemelli con un Sole in settima che testimonia il suo bisogno degli altri, il bisogno di essere riconosciuta dagli altri perché lei non sa bene chi è. Dipende dagli altri, per tutta la sua breve vita è stato un continuo cercare un appoggio fuori di sé per poi negarlo e abbandonarlo una volta che l’aveva trovato. Io-tu. Chi sono io. Chi sei tu. Ambiguità della propria identità: non è un caso se il suo breve ma traumatico ricovero in manicomio a New York fu accompagnato da una diagnosi di schizofrenia. Gemelli: una natura doppia con cui è difficile fare i conti. Mai ho visto il simbolo del doppio declinato con tanta maestosità, con tanta sofferenza.

La doppiezza ha molte facce. Una di questa si chiama mamma. Annemarie per tutta la vita anelò all’approvazione della madre, senza mai ottenerla, naturalmente. Una madre amatissima, idealizzata, come testimonia la Luna in Pesci e nel quarto campo, al trigono di Venere di Nettuno. Ma una madre che vorrebbe plasmarla a sua immagine e somiglianza: impossibile con un Sole sfuggente in Gemelli e un ribelle ascendente Scorpione. La voleva cavallerizza provetta, ma Annemarie detestava i cavalli e l’equitazione, non imparò mai a cavalcare davvero. Annemarie voleva scrivere, voleva che la madre leggesse i suoi scritti. E la madre bruciò tutte le sue carte quando lei morì. Eppure erano così uguali, da un certo punto di vista. Anche la madre di Annemarie era lesbica, la sua lunghissima convivenza con una cantante wagneriana era nota a tutti. Ma sempre dietro il paravento ipocrita del conformismo sociale: Renée Schwarzenbach aveva un marito, cinque figli, una vita sociale integerrima. Annemarie no, lei dà scandalo con i suoi amori omosessuali, con il suo vestirsi da maschio, fumando, bevendo, drogandosi. Amori che non la portano da nessuna parte, però. L’amore più grande è quello per Erika Mann, se lo porterà dietro per tutta la vita. Ma Erika ha altre priorità, probabilmente non la ama ma sicuramente la usa. Poi ci sono altre donne, altri amori, altri scandali: ma Venere è congiunta a Nettuno nel nono campo, entrambi ricevono la quadratura di Saturno dal quinto campo. Soprattutto Venere è opposta a Urano. L’amore sfugge, impossibile realizzare un’unione solida e duratura, l’amore è una ferita costante. Saturno nel quinto campo impedisce di lasciarsi andare davvero, impedisce qualsiasi dimensione ludica nella vita come in amore. La famiglia disapprova, la vuole lontana.

Nel 1935 Annemarie si sposa con Claude Clarac, un diplomatico francese, forse per dare un’apparenza socialmente più accettabile alla sua vita. E’ un matrimonio di convenienza, anche Claude è omosessuale, i due però sono molto amici, spesso complici. Vivono assai poco insieme, ognuno va per la sua strada, insegue la sua vita. Anche Erika sposerà un inglese gay. Sono tempi difficili: Hitler è al potere, con tutto quel che ne consegue. I Mann sono oppositori dichiarati e attivi del regime, debbono scappare: un passaporto non tedesco fa comodo. Anche Annemarie scrive e parla contro il regime, non si sa quanto per autentica convinzione personale quanto per suggestione dei prediletti amici. Gli Schwarzenbach invece strizzano l’occhio al nazismo, questo sarà ulteriore motivo di contrasto tra la giovane donna e la sua famiglia, motivo di allontanamento. Guarda un po’, nel quarto campo-famiglia c’è Chirone, simbolo della ferita da risanare. Eppure, poiché la vita offre spesso paradossi, durante il lungo soggiorno in Congo nel 1941, fu a lungo sospettata dalle autorità locali di essere una spia nazista: con tutto che Annemarie era svizzera e aveva anche il passaporto francese, acquisito con il matrimonio.

C’è una sorta di parallelismo tra la donna e il nazismo hitleriano. Durante la progressiva ascesa delle camicie brune c’è la progressiva discesa di Annemarie verso la droga, l’autodistruzione, l’obnubilamento che questa comporta. Quando Annemarie ricomincia a salire e si disintossica forse definitivamente, il nazismo comincia a perdere forza, si intravedono le prime crepe che porteranno alla sua disfatta. Ma lei ormai non ci sarà più.

L’apice della crisi è alla fine del 1940. In novembre muore il padre: per Annemarie il colpo è devastante. Lei che ha sempre elemosinato parole e carezze alla madre si accorge che il padre, nonostante tutto, non le aveva mai voltato le spalle e aveva sempre mantenuto i contatti con lei che tenta il suicidio. Subito dopo ha una violenta crisi psicotica durante la quale tenta di strangolare l’amante di turno. Ecco che viene ricoverata al Bellevue, manicomio di New York,

Non è un ricovero lungo, ma penosissimo. All’inizio viene messa nel reparto maschile, per dire l’accuratezza delle visite mediche. Quando grida di essere donna le ridono in faccia. Viene picchiata dagli infermieri più volte, legata con la camicia di forza, messa nei letti di contenzione. E’ il fratello Alfred, trasferitosi negli Usa, che riesce a farla portare in una clinica privata dove Annemarie ritenta il suicidio. Solo il 1 febbraio del 1941 riesce ad andarsene, espulsa dagli Stati Uniti con l’interdizione a rientrarvi.

RS 1940

I transiti non dicono granché di quel periodo tragico. In pratica c’è solo una quadratura di Saturno e Giove a Giove radix nel nono campo: l’espulsione dagli Usa. La rivoluzione solare dice qualche cosa di più: l’ascendente di RS è in campo ottavo, Mercurio, governatore dell’ascendente è nel campo dodicesimo, reso imponente da uno stellium. C’è anche una larghissima quadratura tra Nettuno e la Luna. Elementi non straordinari ma compatibili con gli eventi.

Dagli Usa ritorna in Svizzera da dove viene rispedita via subito. Va in Congo dove trascorre lunghi mesi, sembra finalmente lontana da alcol e morfina. Resta in Africa quasi un anno. A tappe rientra in Svizzera per entrare in possesso dell’eredità lasciatale dalla nonna: il suo sogno è comperare la casa di Sils che da anni aveva in affitto. La sua vita sembra rimettersi in carreggiata. Il 6 settembre cade dalla bicicletta, batte la testa su un sasso, entra in coma. Muore il 15 novembre.

RS 1942

Il giorno dell’incidente Urano è vicinissimo al Sole mentre Giove è esattamente sopra Mercurio in campo ottavo. Il nodo è esattamente al quadrato di Plutone in campo ottavo.

La rivoluzione solare dice poco e niente. L’ascendente è nel secondo campo radicale (l’eredità della nonna), la Luna è in campo ottavo, c’è solo una quadratura Giove-Nettuno tra sesta e nona.

Nella sua breve vita Annemarie scrisse moltissimo, pubblicò un buon numero di opere senza però riuscire a imporsi all’attenzione del pubblico. Gli ultimi due anni furono molto fertili, scrisse tantissimo, ma gran parte di quella produzione fu distrutta dalla madre.

Venne presto dimenticata – il che, per altro, era quello che la famiglia desiderava.

Fu invece riscoperta negli anni ’80 da un editore che ne ripubblicò le opere. Nel 2008 a Zurigo le è stata dedicata una mostra.

 

Da Astrodatabank

Un ringraziamento ad Alois Treindl, owner di Astrodatabank, che è riuscito a rintracciare l’ora di nascita di Annemarie Schwarzenbach.

http://it.wikipedia.org/wiki/Annemarie_Schwarzenbach

http://www.libreriadelledonne.it/Stanze/Paradiso/Nespole/Schwarzenbach.htm

http://www.astro.com/astro-databank/Schwarzenbach,_Annemarie

http://www.annemarieschwarzenbach.eu/english/homepage.html

http://www.annemarieschwarzenbach.eu/bulletins/Quinzaine%20AMS-AC%20PAGE%202.pdf

 

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7 Responses to “Miro”

stefano Said:

Salve Grazia il personaggio mi ha incuriosito e ho notato che marte nella casa della luna si trova in trigono inmundo con la luna in pesci in 4 casa.
Ecco la somiglianza con la madre;e quel rapporto intenso con lei; i pianeti in trigono appunto;
Oltre agli altri aspetti di venere chiaramente.
Ciao grazie
Stefano

Comment made on giugno 21st, 2012 at 07:14
admin Said:

Grazie Stefano, interessante osservazione.

Comment made on giugno 21st, 2012 at 07:17
stefano Said:

Salve signora Grazia le é sfuggito, o forse non le ha dato peso, marte di transito in sagittario opposto a mercurio nel giorno dell´espulsione dagli Stati Uniti.
Negli anni 80, periodo della ripubblicazione delle sue opere, il sole di direzione zodiacale si congiungeva al MC; mentre nel 2008 giove direzione zodiacale si congiunge all´ascendente nascita.
E´proprio vero, gli Astri ci seguono ovunque!!!
Ancora buon lavoro e a presto

Stefano

Comment made on giugno 22nd, 2012 at 14:02
stefano Said:

continua…
Nel 1941, dopo la perdita del padre, plutone nelle direzioni primarie si congiunge a saturno di rivoluzione solare, a significare la crisi psicotica, tentato suicidio e omicidio ?

A presto
Stefano

Comment made on giugno 22nd, 2012 at 14:31
stefano Said:

Salve Grazie, lei scrive: C’è anche una larghissima quadratura tra Nettuno e la Luna. Elementi non straordinari ma compatibili con gli eventi.
Ho notato pero´ che nelle direzioni primarie per il 1 febbraio 1941 nettuno quadra perfettamente la luna radix.
Grazie e a presto
Stefano

Comment made on giugno 22nd, 2012 at 15:08
stefano Said:

Curiose sono anche le profezioni del 1 febbraio 1941 che ui di seguito elenco:
metto solo quelle precise al grado.
sole di prof. 28° aquario congiunto a mercurio tr.
luna 22° scorpione di prof. opposta a urano tr.
venere prof. 27° pesci opposta a nettuno tr.
marte prof. 18° pesci quadrato a marte tr.
giove prof. 16° ariete quadrato a urano radix
saturno prof. 27° sagittario quadrato a nettuno radix.
plutone prof. 12 ° pesci congiunto alla luna radix.

Signora Grazia, il tema di Annemarie, benché scomparsa prematuramente, presenta una notevole quantitá di eventi che lei, donna di cultura, potrebbe magari scrivere un libro e raccontare le varie vicende sotto il profilo astrologico.
Ne verrebbe fuori un bel “romanzo astrologico” a mio parere.
La 2^copia la compro io !
Buon lavoro
Stefano

Comment made on giugno 22nd, 2012 at 16:49
admin Said:

Grazie Stefano, le direzioni e le profezioni sono molto interranti. Magari in futuro farò uno studio vero e proprio analizzando anche le armoniche.

Comment made on giugno 22nd, 2012 at 19:02
 

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